"L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro
anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di
Milano. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De
Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo
Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio
Berlusconi." Repubblica.it
Una persona ha falsato l’esito di un processo affermando cose non vere sotto giuramento. Questa persona ha confessato di averlo fatto in cambio di ingenti somme di denaro. Il tribunale di Milano ha riconosciuto che c’è stata corruzione in atti giudiziari. Il tribunale ha giustamente condannato il personaggio corrotto.
E il corruttore?
Non può essere processato e successivamente condannato, del resto la corruzione è già stata accertata, in quanto è il Presidente del Consiglio.
E se la linea di difesa degli avvocati del Presidente del Consiglio è che il processo non vale perchè al giudice sta antipatico l’imputato, sembra evidente che il reato è stato chiaramente commesso e altrettanto chiaramente messo in luce.
Io non capisco, un tribunale italiano emette una sentenza nella quale si dichiara che l’attuale Presidente del Consiglio ha corrotto una persona per testimoniare il falso ad un processo e non succede niente?
Lo stesso Presidente non si dimette mantenendo quel minimo di dignita morale che anche un politico dovrebbe avere, l’opposizione politica non pretende le sue dimissioni vista l’evidente gravità di quanto successo. I giornali, almeno quelli locali, mettono la notizia sul fondo della prima pagina.
Io provo a ripeterlo, anzi lo metto anche in grassetto: il Presidente del Consiglio ha corrotto una persona per testimoniare il falso in un processo nel quale era direttamente coinvolto!
Che sia davvero il caso di prendere in seria considerazione l’ipotesi di emigrare?
"Avvocato condannato per corruzione per aver protetto Berlusconi" titola l’International Herald Tribune. Nel
pezzo a firma di Rachel Donadio, apparso anche sul New York Times, si
mostra sorpresa per il fatto che la notizia, "che avrebbe mandato in
fibrillazione il sistema politico di diversi Paesi", non abbia meritato
l’apertura dei telegiornali serali italiani, monopolizzati dalle
dimissioni di Walter Veltroni da segretario del Partito Democratico
dopo la sconfitta alle elezioni in Sardegna di Renato Soru. "Così la
notizia del giorno non era la corruzione, ma il dominio sempre più
esteso sull’Italia di Berlusconi", si legge sul quotidiano, che
sottolinea, in un lungo e duro articolo, come da co-imputato nello
stesso processo, Berlusconi sia riuscito a garantirsi l’immunità grazie
al Lodo Alfano e come "in 15 anni di dominio della vita politica
italiana, sia riuscito a trasformare ogni sconfitta legale in un
capitale politico". E ancora: "Più Berlusconi riesce a manipolare il
sistema a suo vantaggio, più italiani sembrano ammirarlo".
Category:



Recent Comments